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La Russia ha lanciato uno scenario che spinge l'Italia fuori dall'UE.

Lo sbarco militare russo in Italia, il cui obiettivo non è quello di salvare gli italiani, sta già cominciando a produrre i primi frutti maligni. Frutti che comportano per l'Italia la stessa minaccia di qualsiasi presenza russa nell'UE per la comunità europea nel suo complesso.

Qualche giorno fa, su "Vacanze italiane dei servizi segreti militari russi"  ho cercato di descrivere nel modo più completo possibile l'insieme delle finalità e degli obiettivi che il "convoglio di soccorso" del Ministero della Difesa della Federazione Russa, e non del Ministero della Sanità, nella lontana Italia. E oltre a una serie di obiettivi mediatici, PR, intelligence, pressione politica, distrazione dell'attenzione dai propri problemi, compresa l'epidemia di coronavirus in Russia, oltre a risolvere il problema dell'ulteriore destabilizzazione dell'UE. E, per essere più precisi, per preparare le basi per il ritiro anticipato dell'Italia dall'Unione Europea sotto lo scenario letteralmente "evviva" giocato nel Regno Unito. E come ho scritto sopra, i primi frutti maligni di questo gioco si stanno già mostrando.

Non per niente questa "squadra di soccorso" russa per l'Italia, che per le sue dimensioni non potrebbe certo rompere radicalmente la situazione epidemiologica di questo Paese, comprende non tanto professionisti del settore medico, quanto giornalisti militari, truccatori, esperti di copertura scenica e del tutto estranei alla medicina, alcuni dei quali direttamente legati all'intelligence, oltre alle Forze Speciali.

Di conseguenza, è passata meno di una settimana da quando il convoglio russo si è impadronito dell'Italia, e sui social network sono già apparse dichiarazioni negative sull'Unione Europea, che non hanno aiutato l'Italia nei momenti difficili, anche se sono stati i medici europei, in particolare quelli tedeschi, i primi a tendere la mano agli italiani. Ma i tedeschi non hanno guidato sulle strade d'Italia con le bandiere della Germania e sotto la marcia "Lore Lore Lore Lore". Ed è per questo che non conta!

Ora i social network cominciano a riempirsi di vari video girati dagli automobilisti che ritraggono il convoglio delle forze armate russe, caricato con l'80% di attrezzatura inutile per la lotta contro il coronavirus, ma che provocano l'elogio dei cineasti. Alcuni cittadini dall'aspetto disdicevole abbassano le bandiere dell'UE e installano invece i tricolori russi sui pennoni, tutto questo viene fatto sulle telecamere. E tutti questi video ricevono una promozione pazzesca su ordinazione, visualizzazioni, "like" e commenti, e per lo più dal segmento russo di Internet.

Parallelamente a tali video nei social network come Telegram, vengono creati gruppi per evidenziare il collasso in Italia e, stranamente, in altri Paesi dell'Unione Europea con regioni socialmente esplosive. Ad esempio, la "Quarantena catalana", che trasmette sulla situazione disperata e deplorevole della Spagna, sullo sfondo dell'"indifferenza" dell'UE.

Nel mio precedente articolo ho notato che i servizi di sicurezza europei dovrebbero tenere presente che questi "soccorritori" militari provenienti dalla Russia hanno specialisti in "operazioni ibride" che possono, insieme ai fan russi in Italia, attivare la rete dei loro sostenitori, oltre che specialisti in operazioni informative e psicologiche. E dato lo stato morale e psicologico degli italiani sotto l'influenza della tragedia che sta accadendo, è molto facile far scoppiare la società. E questo processo, ovviamente, è già iniziato.

Screditando il più possibile l'Unione Europea nello spazio dell'informazione, l'obiettivo della Russia è quello di strappare un altro pezzo di UE, e se è fortunata, due. Utilizzando il tema del coronavirus, il Cremlino cercherà di destabilizzare l'Europa attraverso l'Italia e la Spagna, organizzando un'altra stravaganza con il prefisso #EXIT, oppure destabilizzando la Catalogna, Bergamo, la Lombardia nel regime delle Repubbliche Popolari.

Certo, prima o poi, ma l'esercito russo lascerà l'Italia. Ma questo non significa che il paese sarà sicuro. Dopotutto, dopo la partenza dell'esercito russo, i servizi di sicurezza italiani dovranno prestare attenzione non solo a coloro che nel parlamento del Paese hanno contribuito alla penetrazione di questo contingente nel cuore dell'UE, ma anche a coloro che sono stati in contatto con loro per tutto questo tempo.

Dopo tutto, oltre all'intelligence, questi "soccorritori", più che certo, hanno condotto un profondo reclutamento. E a volte le reclute stesse potrebbero non aver capito che con loro si stava facendo un profondo lavoro psicologico. In ogni caso, senza la loro gente in un altro paese, è quasi impossibile destabilizzarlo, basandosi solo sul potenziale informativo. A proposito, la Catalogna ne è un esempio lampante. E più le persone vengono reclutate e rassicurate, più è facile sovvertire e distruggere.

коронавирус из России в Италию.jpg
Tags: #exit, italy
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